lunedì 20 luglio 2009

Il Mercato Valutario



Sul mercato dei cambi, nelle sedute più recenti i principali movimenti hanno riguardato lo yen, rafforzato nei confronti delle principali divise dalla debolezza degli indici azionari, e l’interruzione del trend rialzista dell’euro nei confronti del dollaro. Il cross si è infatti portato sui minimi di periodo mantenendosi all’interno di una fascia laterale compresa tra 1,3750 punti e 1,42 punti, inferiori al livello di massimo toccato nelle scorse settimane e pari a 1,4350 punti. Il fatto che finora il cambio non sia riuscito a superare tale area tende ad indebolire il quadro rialzista di medio periodo impostato dall’euro nei mesi scorsi, per confermare il quale è necessario che nei prossimi giorni il cambio non buchi al ribasso i supporti in area 1,3750 e superi con convinzione l’1,4350.

La debolezza degli indici azionari ha rinvigorito lo yen, che contro l’euro si è portato ripetutamente in prossimità dei minimi dello scorso marzo posti poco sotto l’area dei 127 punti, segnando al contempo massimi decrescenti: una rottura di tali supporti potrebbe far scivolare il cambio fino all’area 122 / 122,50 punti. La fase favorevole dello yen si conferma anche nei confronti del dollaro,contro cui ha già segnato minimi inferiori rispetto a quelli dello scorso marzo (93,70 punti) arrivando a scambiare sotto i 92 punti. Mediamente stabile la sterlina, tra 1,60 e 1,65 punti contro il dollaro e vicina ai minimi di periodo in area 0,85 / 0,87 contro euro: conferma quindi il recupero avvenuto nel corso del 2009 dopo che aveva concluso l’anno precedente con un forte deprezzamento che l’aveva portata rispettivamente a 0,98 contro euro e 1,35 contro dollaro.

Ora, con la ripresa del trend positivo nei mercati azionari, torna la propensione al rischio così come la tendenza a vendere dollari (valuta rifugio per eccellenza)

Dunque, nel breve, dollaro giu ed euro su... arrivato a toccare in serata quota 1,4248...


Buon Trading!


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martedì 16 giugno 2009

Forex: la settimana



Sui mercati valutari, la settimana è stata caratterizzata dal recupero della sterlina ed in genere delle valute minori (dollaro australiano, neozelandese, corona svedese), con le divise principali che hanno fatto registrare un consolidamento.
La ripresa dei corsi azionari favorisce la divisa unica e penalizza dollaro e yen (attività di carry trade), mentre il rialzo del rendimento dei Treasury tende in alcune fasi a favorire il movimento di recupero del biglietto verde.
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Per il cross eur/usd, si è realizzata una fase di consolidamento dopo il forte movimento rialzista che nei giorni scorsi ha visto il cambio toccare i massimi a 1,4340 rispetto ai minimi di metà aprile: gli oscillatori sono in calo e si sono portati in territorio neutrale con l’Rsi a 60 punti. La tendenza rialzista resta ancora confermata, con obiettivo del cambio posto ai massimi di metà dicembre e quindi con possibile escursione fino a 1,45 punti.
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La divisa giapponese si conferma in calo, favorita dal ritorno degli investitori verso asset più rischiosi: il cross eur/yen continua a posizionarsi con decisione sui massimi di periodo e supera i massimi di inizio aprile in area 136-137 punti (canale laterale di consolidamento compreso tra i 125 ed i 135 punti). E’ possibile la prosecuzione del movimento rialzista verso le resistenze collocate in area 140 punti, soprattutto con il supporto, da un lato, dal movimento di debolezza dei Treasury e del Bund e, dall’altro, dalla forza dagli indici azionari. Il cross yen/usd continua ad oscillare all’interno del canale laterale degli ultimi quattro mesi compreso tra i 95 ed i 100 punti.
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Per quanto riguarda il cambio eur/gbp, è durata poche sedute la forza della divisa unica con il cross che in settimana ha proseguito nel movimento ribassista facendo segnare nuovi minimi dal novembre scorso in area 0,85 punti: i dati macro del Regno Unito (produzione industriale e sondaggi sull’attività economica) spingono al rialzo i tassi (benchmark a 10 anni sopra il 4,0%) e favoriscono il recupero della sterlina; contro il biglietto verde scambia a 1,65 punti, vicino ai massimi dell’ottobre scorso.
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A presto!
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mercoledì 6 maggio 2009

La gestione del rischio di cambio

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In un sistema economico dinamico ed efficiente, la gestione del rischio di cambio è un nodo fondamentale per ogni azienda: l’obiettivo è quello di difendere il margine di profitto cercando allo stesso tempo di migliorarne il suo valore. La conoscenza e la corretta valutazione della gestione del rischio di cambio sono attività ben impostate nelle grandi imprese, dove la figura del responsabile viene separata dalle altre funzioni aziendali vista la sua importanza.

Nelle piccole e medie imprese, invece, la funzione della tesoreria e Risk Management viene fusa con altre (tipicamente quella amministrativa) o addirittura è lo stesso imprenditore ad assumere il controllo. Questa diffusa tendenza deriva dalla scarsa conoscenza dei rischi finanziari, la cui gestione potrebbe invece rivelarsi un fattore di successo al pari (se non di più) con altre funzioni aziendali quali Marketing, Ricerca & Sviluppo, Produzione e vendita.
Ma vediamo i ragionamenti alla base di tale gestione.

Il gestore finanziario deve inizialmente essere cosciente della presenza implicita del rischio di cambio nella gestione aziendale, dei suoi molteplici aspetti e della natura delle sue cause. Occorre saper valutare gli effetti del rischio di cambio con riferimento alla:

- durata del progetto aziendale;
- redditività dello stesso;
- stabilità patrimoniale;
- livello di competitività

Tutti fattori essenziali per definire la strategia da intraprendere per una corretta gestione del rischio di cambio. Il Risk Manager deve monitorare il rischio, confrontandosi con il mercato valutario e prendere i provvedimenti più opportuni volti a ridurre i potenziali effetti negativi.
Le sue scelte seguono, tendenzialmente, uno schema a cascata:

- tendenzialmente non coprire: ossia trascurare il rischio, magari perché ritenuto di scarsa importanza o perché si è convinti che i costi per sostenere la sua gestione siano superiori ai ricavi derivanti da una corretta strategia di copertura;
- tendenzialmente coprire: ossia cercare di modificare il profilo di rischio nei casi con maggior possibilità di perdite, alla tutela del cash-flow o dei budget programmati.
- coprire sempre: neutralizzare tale rischio attraverso l’utilizzo di strumenti specifici, modificandoli rispetto alla variabile cambio e alla variabile contabile, eliminado possibili perdite ma anche eventuali guadagni.

La strategia più adatta viene influenzata non solo dalle caratteristiche dell’azienda, ma anche dalle oscillazioni dei mercati valutari. Un aumento di volatilità deve sicuramente modificare la strategia di gestione avvicinandosi più ad un approccio dinamico, piuttosto che statico; quest’ultimo, infatti, concentra l’attenzione al rischio solo al momento dell’effettuazione dell’operazione di copertura che verrà chiusa poi alla scadenza.

L’approccio statico, ampiamente utilizzato dalle imprese con poca propensione al rischio, tende a limitare la gestione al solo rischio transattivo, attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari “classici” (finanziamenti in valuta, acquisti vendite a termine, ecc.), con lo scopo di coprire i cambi obiettivo dei budget, dei listini prezzi e delle fatturazioni, senza considerare le oscillazioni valutarie dei mercati. Tra i suoi difetti, l’assenza di un continuo aggiornamento sulle evoluzioni dei mercati, crea risultati economici molto positivi o molto negativi, e la perdita della competitività che danneggia la redditività aziendale e talvolta le sue stesse possibilità di sopravvivenza.

L’approccio dinamico modifica continuamente il profilo delle coperture e delle strategie aziendali ad ogni mutamento degli elementi.
Una gestione dinamica aumenta l’orizzonte temporale di copertura permettendo di controllare non solo il rischio transattivo, ma anche quello economico e competitivo; si caratterizza per la sua possibilità di modificare le strategie dopo eventuali shock nei prezzi dei tassi di cambio, di cambiare le variazioni delle percentuali di copertura a seconda della volatilità del mercato.
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A presto!
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sabato 18 aprile 2009

Continua il rally dei mercati

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Il market sentiment ha continuato a rimanere positivo anche nella giornata di giovedì. I mercati equity sono rimasti in territorio positivo con l’indice VIX che dal livello di 39 di inizio settimana è sceso a 35.50. I dati rilasciati sono stati di supporto a tale sentiment, con le nuove richieste di sussidi di disoccupazione americane scese da 665k unità a 610K, portando così la media mobile a quattro settimane a 651k da 660k.
I dati pubblicati dall’Amex hanno mostrato come la crescita dei “bad loans” sia diminuita durante il mese di marzo, l’Empire States ha fatto segnare un bel -14.65 contro le attese che si attestavano a circa -35 e, cosa più importante, la Fed, all’interno del Beige Book ha indicato che su 12 distretti, 5 stanno vedendo segni di minore contrazione economica.

Piccoli miglioramenti di dati che comunque, in valore assoluto rimangono negativi, riescono a dare fiducia ai mercati e la loro reazione è sotto gli occhi di tutti.

Notiamo una buona propensione per acquisti di valute considerate sottovalutate e che sono rimaste in overshooting per parecchio tempo, sterlina e australia in testa.

Sul lato europeo, il CPI ha toccato il livello di 0.6% e molto probabilmente arriverà a bucare il livello zero nei prossimi mesi. La Bce, come sappiamo, ha cambiato la sua view di medio periodo, non vedendo più l’inflazione come pericolo principale ma annunciando che nel mese di maggio verranno adottate misure non convenzionali (chiaramente per paura di effetti deflazionistici).

Dunque...

Sui mercati valutari, non registriamo novità rilevanti se non la conferma del trend ribassista del
cross eur/usd guidato da un lato dalle aspettative sui tassi Bce e dall’altro dalla consapevolezza che il ciclo economico negli Usa inizia a dare segnali di minore calo e quindi di una prossima congiuntura economica probabilmente migliore negli Stati Uniti che nell’Area euro.

Il cross eur/usd si trova ancora all’interno di una trendline ribassista di medio periodo con il cambio che, dopo aver violato 1,32 ed 1,31 in successione continua, si posiziona in prossimità del supporto collocato in area 1,30 che rappresenta il limite superiore nell’ampio canale laterale compresa tra i livelli di 1,30 ed 1,25 punti. La divisa unica risulta penalizzata anche contro yen con il cross eur/yen che si riporta in prossimità dei 130punti dopo il rally delle settimane scorse.
Sui massimi di periodo la sterlina sia contro il biglietto verde (in settimana toccato il livello di 1,50) che contro la divisa unica con il cross Eur/Gbp che è pronto a testare i minimi dell’anno in area 0,87-0,88.

Tra le valute minori in calo la corona svedese e neozelandese.


Bye!


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venerdì 3 aprile 2009

Si chiude l'ottava...


A rafforzare l’idea di economie ancora in forte difficoltà sono giunte anche le dichiarazioni del Presidente della Banca centrale europea Trichet di fronte alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo: ha affermato che la situazione dell’Area euro si è ulteriormente deteriorata e che si prevede una domanda debole per tutto il 2009 con una ripresa graduale attesa nel 2010, ma il rischio della previsione resta al ribasso.

Per quanto riguarda l’inflazione, è stimata sotto il 2,0% sia nel 2009 che nel 2010 (queste dichiarazioni sono state ribadite in occasione del taglio dei tassi deciso il 3 aprile). Anche l’Ocse ha diffuso le nuove stime (ovviamente riviste al ribasso, come avviene ormai da tempo) sull’economia mondiale.

La settimana prossima le statistiche riguarderanno la produzione industriale di Italia e Germania e l’andamento dei prezzi; particolarmente scarno il calendario sugli Stati Uniti, per il quale non vi sono comunicazioni di dati particolarmente rilevanti.

Per quanto attiene alle politiche monetarie, il 3 aprile la Banca centrale europea ha sorpreso i mercati portando il tasso repo all’1,25% ed attuando quindi un taglio di soli 25bp, inferiore alle attese del consenso di mercato. Le considerazioni sull’economia e sui prezzi sono sempre quelle di un forte rallentamento, di una ripresa che si allontana verso il 2010 in un contesto in cui non vi sono rischi di inflazione, ma neppure di deflazione. Il Presidente Trichet ha dichiarato che il tasso di remunerazione dei depositi presso la banca centrale ha raggiunto un livello di minimo (0,25%), mentre non ha escluso la possibilità di un ulteriore ritocco del tasso repo che a questo punto coinciderebbe con il restringimento del cosiddetto “corridoio” fra tasso repo e tasso sui depositi (limite inferiore) e finanziamenti (limite superiore) con la Banca centrale.

Sul mercato monetario dell’euro, neppure la delusione per un taglio del tasso repo inferiore alle attese ha interrotto il calo dei tassi interbancari, anche sulla parte più breve (Trichet ha comunque lasciato aperta la porta per un ulteriore taglio che potrebbe essere deciso già a maggio); è pur vero però che, a causa dell’attuale particolare funzionamento del mercato interbancario, bisognerebbe confrontare i tassi euribor a scadenza più ravvicinata più con il tasso Eonia (overnight che esprime costantemente un differenziale negativo di circa 60bp con il tasso repo) che non con il tasso di riferimento del pronti contro termine della Banca centrale.

Per quanto riguarda il mercato valutario, l’ottava è stata una settimana ancora positiva per le valute minori (recuperi per il dollaro australiano e neozelandese) con il “prudente” taglio dei
tassi della Bce che ha favorito la divisa unica. Il ritorno dell’appetito per il rischio e la prosecuzione del movimento rialzista degli indici azionari continua a penalizzare la divisa giapponese che realizza nuovi minimi dopo l’inizio dell’anno fiscale. La sterlina è in rafforzamento sulla scia dei dati economici (Pmi servizi in Regno Unito ai massimi dal settembre scorso).

Dal punto di vista tecnico, il cross eur/usd resta confinato all’interno di un’ampia area compresa tra 1,30 ed 1,35 all’interno di un trend di medio periodo che resta favorevole al dollaro. Nelle settimane scorse la decisione della Fed sulle manovre non convenzionali avevano spinto sui massimi il tasso di cambio, seguito in settimana da un analogo movimento dopo la decisione della Bce: restano le incertezze sulla direzionalità.
Prosegue la fase di deprezzamento dello yen che, una volta superata la scadenza di fine marzo, si è portato sui minimi sia contro dollaro che contro euro. Il cross eur/yen si è riportato con forza a ridosso della resistenza dei 135 punti facendo segnare un nuovo massimo relativo dall’ottobre scorso. Analogo movimento per il cross usd/yen che si porta in prossimità dei 100punti.
Bye!


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Fonti: Reuters ; Bloomberg; BNL gruppo BNP Paribas